Saturday, October 1, 2022
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Ucraina – Russia, le information dalla guerra: Onu: “Show di crimini di guerra in Ucraina”.


Il capo della diplomazia russa Lavrov in Consiglio di sicurezza ha ribaltato le accuse di Kiev chiedendo che sia la “nazi” Ucraina a essere punita per i suoi crimini, “coperti dall’Occidente con la connivenza delle organizzazioni internazionali”. Una lettura della storia sempre più drammaticamente isolata. Se gli Stati Uniti, attraverso il segretario di Stato Blinken, hanno ribadito la linea dura nei confronti di Mosca, a pesare è la posizione della Cina, finora la più vicina alleata del Cremlino, che ha lanciato un messaggio chiaro: “La sovranità territoriale di tutti i Paesi deve essere rispettata”.

Il presidente ucraino Zelensky, in un messaggio video in lingua russa, ha esortato i cittadini russi a “protestare” contro la mobilitazione dei riservisti annunciata dal Cremlino o advert “arrendersi” alle forze di Kiev. Kiev, nel frattempo, annuncia nuove riconquiste nel primo giorno di referendum: ripresa la città di Yatskivka, nell’Oblast di Donetsk.

L’intelligence ucraina ritiene che Vladimir Putin stia seriamente considerando la possibilità di una guerra nucleare. “Proveranno a fermare le nostre attività offensive e distruggere il nostro Stato”, ha dichiarato il vice capo della direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, Vadym Skibitsky.Ma secondo il funzionario le conseguenze potrebbero riguardare altre nazioni, in particolare Polonia, Turchia e Bulgaria. “Questa è una minaccia per altri Paesi. L’esplosione di armi nucleari tattiche avrà un impatto non solo sull’Ucraina, ma anche sulla regione del Mar Nero. Ricordiamo Chernobyl”.


La guerra in Ucraina, le tensioni globali: cosa c’è da sapere


Le notizie in diretta dal conflitto Ucraina-Russia

 

Cina, noi costruttivi e sempre dalla parte della tempo

“La sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi devono essere rispettate e gli scopi e i principi della Carta dell’Onu devono essere pienamente osservati”: lo ha affermato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi che, continuando a citare le parole del presidente Xi Jinping, ha detto al suo omologo ucraino Dmytro Kuleba che “le legittime preoccupazioni di sicurezza di tutti i Paesi devono essere prese sul serio e tutti gli sforzi che sono favorevoli alla soluzione pacifica della crisi deve essere sostenuto”. La Cina “è sempre dalla parte della tempo e continuerà a svolgere un ruolo costruttivo”, ha aggiunto Wang.

Filorussi Donetsk: 130 osservatori stranieri, anche italiani

Nell’autoproclamata repubblica di Donetsk vi sarebbero 130 “osservatori stranieri” dei referendum in corso, anche provenienti dall’Italia. E’ quanto riporta la Tass citando la commissione elettorale dell’entità filorussa secondo la quale gli osservatori arrivano da Federazione russa, Venezuela, Italia, Romania, Togo e Sud Africa. Nella regione di Kherson vi sarebbero invece osservatori provenienti da Francia e Stati Uniti a monitorare il processo di voto, secondo quanto riferisce sempre alla Tass Marina Zakharova, presidente della commissione elettorale di Kherson.

I Baltici condannano fermamente i referendum

L’Ufficio di presidenza dell’Assemblea Baltica – l’organizzazione internazionale per la cooperazione tra le assemblee parlamentari di Estonia, Lettonia e Lituania – condanna fermamente “il piano per l’organizzazione di referendum illegali nei territori occupati dell’Ucraina”. Lo afferma una nota pubblicata nella giornata di oggi dall’Ufficio stesso. La nota invita la comunità internazionale a non riconoscere i risultati dei referendum e i passaporti della Federazione russa emessi in quei territori. A ciò si aggiunge la forte condanna della violazione delle norme del Diritto umanitario internazionale in relazione ai prigionieri di guerra e della violenta risposta del Cremlino alle proteste contro la mobilitazione.

Zelensky: Israele non ci ha fornito nulla, si nota influenza Russia

“Israele non ci ha fornito nulla, zero. Non capisco perché non possono fornirci risorse antiaeree”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un’intervista advert alcuni media francesi fra cui Ouest-France e Good-Matin. “Non biasimo i chief ma vedo i fatti”, aggiunge spiegando che da questo si nota “l’influenza della Russia su Israele”.

Ucraina, Iezzi: escalation Russia, rischio cyber sempre più concreto

“Le dichiarazioni odierne del vice capo del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, rendono sempre più concreto il rischio di un confronto ostile anche sul piano cyber”, sottolinea Pierguido Iezzi, CEO di Swascan, società parte del polo cyber di Tinexta. “L’utilizzo di qualsiasi arma per la propria difesa, come ha detto Medvedev, implica per forza di cose l’estensione del fronte sul piano digitale, che non a caso viene definito la quinta dimensione della guerra”.
“Ciò comporterà tre distinte ricadute in tre ambiti differenti: quello prettamente militare, quello geopolitico e quello sociale”. “Sul piano militare, i cyber international fighters potrebbero ricoprire un ruolo più attivo negli attacchi di disturbo e offuscamento, affiancando le unità specializzate dell’Fsb e del Gru. Uno dei primi obiettivi potrebbe essere la rete elettrica ucraina, come tra l’altro period già successo nel 2015 e 2016. Non a caso, nelle ultime ore, proprio questa infrastruttura critica è stata più volte attaccata dall’esercito russo perché considerata strategica nel rallentare la controffensiva ucraina”.

Kiev annuncia nuove riconquiste in giorno referendum

Le forze armate ucraine hanno annunciato di aver riconquistato nuovi territori occupati dai russi nel primo giorno di voto per i “referendum” che dovrebbero sancire l’annessione alla Russia delle regioni ucraine sotto il controllo di Mosca. Oleksiy Gromov, un funzionario dello stato maggiore ucraino, ha comunicato in televisione la liberazione di Yatskivka, nell’Oblast di Donetsk sulla sponda Est del fiume Oskil. Secondo Gromov, gli uomini di Kiev hanno inoltre recuperato posizioni in direzione di Bakhmuth, importante snodo autostradale dove i russi starebbero ora concentrando il fuoco per scacciare gli ucraini.

Erdogan: 200 prigionieri ucraini “ospiti” in Turchia

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è tornato a parlare dello scambio di ostaggi tra Russia e Ucraina in cui ha agito da mediatore e ha rivelato che 200 ex prigionieri sono “ospiti in Turchia”. “Circa 200 prigionieri si trovano da noi, sono nostri ospiti e sotto il nostro controllo. Tra questi figura un nome su cui Putin ha insistito particolarmente e lo abbiamo mandato in Russia. Ora andiamo avanti su questa strada. Con il referendum unilaterale e la mobilitazione decretata in Russia, che fanno aumentare la tensione, questo scambio è stato un segnale di speranza”, ha detto Erdogan.

I prigionieri del battaglione Azov baciano a terra dopo la liberazione: “Siamo a casa, grazie a Dio”





Russia, presidenza Ue: lunedì riunione ambasciatori su crisi

La presidenza ceca dell’Unione europea ha convocato per lunedì una riunione nell’ambito del meccanismo integrato di risposta alle crisi politiche (Ipcr), alla quale parteciperanno i rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l’Ue. “La decisione della presidenza di convocare una story riunione rapidamente e a livello di ambasciatori dell’Ue dimostra quanto seriamente stiamo prendendo sul serio gli attuali sviluppi in Russia e Ucraina e il nostro impegno a coordinare una risposta efficace”, spiega la presidenza in una nota. “Le nostre deliberazioni si baseranno sulle informazioni degli esperti e prenderanno in considerazione le prospettive e le preoccupazioni degli Stati membri. Ci assicureremo inoltre di valutare la situazione così com’è e di prendere in conto di eventuali sviluppi recenti. In questa fase non siamo in grado di commentare la natura precisa delle discussioni che si svolgeranno, nè i possibili risultati”, spiega ancora.

Mosca, confronto diretto con Usa e Nato non è in nostro interesse, non minacciamo nessuno con armi nucleari

“Un confronto aperto con Stati Uniti e Nato non è nel nostro interesse. Ci auguriamo che anche l’amministrazione Biden sia consapevole del pericolo di un’escalation incontrollata del conflitto in Ucraina”. il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. Lo riporta Ria Novosti. Gli Stati Uniti “sono in linea di principio incapaci di negoziare e, insieme a Londra e advert alcune altre capitali della Nato, stanno spingendo direttamente Kiev a trasferire le operazioni militari sul nostro territorio, con l’intenzione di combattere fino all’ultimo ucraino”, ha aggiunto il viceministro russo. La Russia “non minaccia nessuno con armi nucleari, i criteri per il loro utilizzo sono descritti nella dottrina militare e specificati nei fondamenti della politica statale della Fedarazione russa in materia di deterrenza nucleare”, ha concluso Ryabkov.

Washington Publish: da Usa moniti in privato a Mosca su minaccia nucleare

Gli Usa hanno inviato per diversi mesi comunicazioni non-public a Mosca, anche attraverso il dipartimento di Stato, ammonendo la management russa sulle gravi conseguenze che seguirebbero l’uso dell’arma nucleare. Lo rivela il Washington Publish, citando dirigenti americani, secondo cui i messaggi sottolineano ciò che Joe Biden e i suoi consiglieri hanno esposto pubblicamente. La Casa Bianca ha deciso però di mantenere deliberatamente vaga la natura delle conseguenze, in modo che il Cremlino si preoccupi della reazione Usa.

Berlino: “Serve soluzione europea per disertori russi”

“Il fatto che molti russi non vogliano partecipare alla guerra è un buon segnale”. Adesso bisogna trovare “una soluzione sostenibile” con gli altri companion europei. Lo ha detto il portavoce del cancelliere tedesco, Steffen Hebestreit, in conferenza stampa. “In tutte le richieste di asilo si dovrà verificare che ci sia stata effettivamente una diserzione”, ha aggiunto. Bisogna infatti accertare che chi chiederà di essere accolto non si muova in Europa su mandato dello Stato russo, ha spiegato.

Russia, file chilometriche al confine con la Georgia: i coscritti tentano di fuggire dal Paese





Filorussi: anche degli italiani come osservatori in referendum Donetsk

Ci sarebbero anche osservatori italiani al referendum in corso nella autoproclamata Repubblica di Donetsk per l’unione con la Russia. Lo riferisce la Commissione elettorale centrale, secondo la quale alla consultazione presenziano 130 osservatori stranieri. Tra questi, oltre ai russi e agli italiani, altri provenienti da Venezuela, Romania, Togo e Sudafrica. Lo scrive l’agenzia russa Tass.

Kiev, 436 copri estratti da fossa comune Izyum, 30 torturati

Secondo quanto dichiarato dall’Related Press, i funzionari ucraini hanno dichiarato che 436 corpi sono stati riesumati da un sito di sepoltura di massa nella città orientale di Izium, 30 dei quali con segni visibili di tortura. Il governatore della regione di Kharkiv, Oleh Synyehubov, e il capo della polizia della regione, Volodymyr Tymoshko, hanno dichiarato venerdì ai giornalisti a Izyum che altri tre siti tombali sono stati localizzati in aree riconquistate dalle forze ucraine in una controffensiva di questo mese.

Erdogan: Medvedchuk è in viaggio verso la Russia

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che Vitaly Medvedchuk, oligarca ucraino filorusso rilasciato nell’ambito dello scambio di prigionieri fra Mosca e Kiev “è stato inviato in Russia”. Lo riporta Ria Novosti.

Navalny in cella punizione dopo condanna mobilitazione

Il principale oppositore di Putin, Alexey Navalny, detenuto in Russia per motivi politici, è stato mandato in cella di punizione per 12 giorni dopo aver condannato la mobilitazione ordinata dal Cremlino per il conflitto in Ucraina durante un’udienza in tribunale: lo ha dichiarato la portavoce del dissidente, Kira Yarmish, ripresa da Novaya Gazeta Europa, precisando che i funzionari del centro detentivo hanno detto a Navalny che viene mandato di nuovo in cella di punizione per “aver parlato di mobilitazione nell’ultimo processo”. Yarmish ha rimarcato che Navalny aveva appena terminato un periodo di 15 giorni in cella di punizione.

(ansa)

Cantante ucraina Alina Pash in Italia: da qui combatto con le mie parole

“Combatto con le mie parole”. Così ha commentato Alina Pash, cantante ucraina vincitrice dell’Eurovision. Nationwide Choice 2022, che ha ceduto poi il passo alla Kalush Orchestra per la partecipazione alla finale di Torino. “Ho scelto di realizzare il video in Italia, Paese che sta dando ospitalità a tanti amici e collaboratori, e in lingua inglese, per sensibilizzare il mondo intero verso la nostra storia che non può essere cancellata” continua Pash.

Sci mondiale, rientro Russia forse già a dicembre

Il tema del ritorno della Russia e della Bielorussia nelle competizioni sportive a livello mondiale è sempre più ricorrente. Dopo le affermazioni del presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach a Roma, “è un grande dilemma ma è un argomento del quale stiamo discutendo”, e quelle della presidente dello sport olimpico e paralimpico degli Stati Uniti, Susanne Lyons, “il Cio sta discutendo se esiste un percorso per il ritorno degli atleti russi”, ora sul delicato argomento è intervenuto il segretario generale della Federazione Internazionale dello Sci (Fis), Michel Vion. Il funzionario francese, ex campione del mondo di combinata (1982), ha affermato sia al Nordicum Discussion board di Kranjska Gora che al tabloid tedesco Bild, che “il Cio sta iniziando a pensare di avviare i colloqui per riammettere gli atleti della Russia e della Bielorussia alle competizioni internazionali”.

 

Cremlino, a mobilitazione iniziale reazione isterica, orgogliosi 10mila volontari arruolati per combattere

All’annuncio della mobilitazione parziale da parte del presidente russo Vladimir Putin c’è stata una prima reazione “isterica ed estremamente emotiva” perché “in effetti, c’period una certa mancanza di informazioni, che è anche comprensibile e spiegabile” ma ora “le informazioni non mancano”. Lo ha spiegato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Lo riporta Ria Novosti. Il Cremlino si è detto “ammirato” per i 10mila russi che non hanno aspettato la convocazione e si sono presentati volontariamente agli uffici di registrazione militare e arruolamento. “Siamo orgogliosi di queste persone”, ha aggiunto Peskov, come riportato dalla Tass.

Salvini: rapporto con la Russia interrotto la notte dell’attacco a Ucraina

“Il rapporto con la Russia non è più lo stesso” di prima della guerra. “Le distanze le abbiamo prese la notte dell’attacco” di Mosca all’Ucraina, “le vicende del passato sono state superate”. Lo cube Matteo Salvini al Corriere.it. “La Lega ha sempre sostenuto il sostegno all’Ucraina, l’importante è che le sanzioni non finiscono per colpire” gli italiani, spiega il segretario della Lega.

(ansa)

Wang risponde a Kuleba: rispettare integrità territoriale, Cina promuove la tempo

L’integrità territoriale dell’Ucraina va rispettata. Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi al capo della diplomazia di Kiev Dmytro Kuleba nel giorno in cui si aprono le urne per i referendum nelle zone occupate dai russi in Ucraina. “La Cina si è sempre impegnata a promuovere i colloqui di tempo” e non ha “mai intenzione di aggiungere benzina sul fuoco, non approfitta mai della situazione per i propri interessi”, ha detto Wang come riportano i media cinesi.

Ue, domani riunione su asilo a russi in fuga

“Domani si terrà una riunione del gruppo di lavoro per affrontare la questione dell’asilo alle persone in fuga dalla Russia verso l’Ue in seguito alla mobilitazione parziale annunciata“. Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, nel suo incontro quotidiano con la stampa. “Ovviamente si tratta di una questione completamente nuova che stiamo affrontando e su cui ci stiamo confrontando, per vedere come e se dobbiamo agire”, ha spiegato. “Ricordo che c’è già un quadro che garantisce la richiesta di asilo per le persone che pensano di averne diritto”, ha aggiunto Mamer.

(afp)

Kiev: in Lugansk gente raggiunta a casa, si vota in cucina

“Gli occupanti russi nella regione di Lugansk hanno avviato il cosiddetto referendum con la gente che riempie pezzi di carta in cucina e in cortile”. Lo riferisce il governatore in esilio Sergey Gaidai, citato da Unian. “La ricerca casa per casa, cortile per cortile ha anche lo scopo di controllare e identificare gli uomini. I russi stanno cercando carne da cannone”, ha aggiunto Gaidai.

(ansa)

Kazakistan conferma aumento ingressi da Russia

Le autorità del Kazakistan hanno confermato oggi che è aumentato il numero delle persone che attraversano la frontiera provenendo dalla Russia, dopo che il presidente Vladimir Putin ha decretato mercoledì scorso una “mobilitazione parziale” a causa della guerra in Ucraina. Il servizio di guardia di frontiera del Comitato di sicurezza nazionale kazako ha indicato che i 30 valichi al confine “funzionano nel modo abituale” e ha aggiunto che “la situazione è sotto controllo speciale”, secondo quanto riferito dal portale kazako di notizie Kazinform. “Il servizio delle guardie di frontiera e gli organismi statali autorizzati stanno garantendo la sicurezza e la tranquillità nei valichi di frontiera e interagiscono con i colleghi russi”, ha informato il Comitato in un comunicato.

Peskov: negoziato necessario ma non ci sono presupposti, dopo referendum adesione sarà tempestiva

“Il processo negoziale è necessario per raggiungere i nostri obiettivi in Ucraina, ma non vediamo i presupposti per una sua ripresa”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, come riporta Ria Novosti. Se nei referendum in corso in Donbass per l’adesione alla Russia vincesse il ‘si, “seguiranno poi le azioni del Parlamento e del presidente russo, firmeranno i documenti necessari e tutto sarà fatto in modo tempestivo”, ha aggiunto il portavoce. La sicurezza del corretto svolgimento dei referendum nelle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk e nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia “è assicurata”. Infine, i tentativi dell’Ucraina di
riconquistare i territori del Donbass, dopo la loro adesione alla Federazione russa, con i referendum in corso, saranno considerati attacchi alla Russia, in conformità con la Costituzione. L’avvertimento finale arrivato da Peskov.

Ucraina, Cina chiede dialogo: pronti a ruolo costruttivo

La Cina sollecita la soluzione della crisi in Ucraina attraverso il dialogo, nel giorno dell’avvio dei referendum in quattro regioni occupate sull’adesione alla Russia, ed è pronta a svolgere un “ruolo costruttivo” per attenuare la gravità della situazione. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin in merito ai timori espressi dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres sui referendum. “Sosteniamo sempre che la sovranità e l’integrità di tutti i Paesi debbano essere rispettate, così come scopi e principi della Carta dell’Onu, e le legittime preoccupazioni di tutti sulla sicurezza”, ha aggiunto Wang.

Onu: in Ucraina commessi crimini di guerra

In Ucraina “sono stati commessi crimini di guerra”: lo ha detto il presidente della commissione d’inchiesta dell’Onu, Erik Mose. La commissione d’inchiesta sull’Ucraina, squadra di esperti incaricati quest’anno dal Consiglio diritti umani dell’Onu di indagare su violazioni di diritti in Ucraina, ha riferito che dall’indagine iniziale sono emerse show di crimini di guerra commessi nel Paese a seguito dell’invasione russa del 24 febbraio. “Sulla base delle show raccolte dalla commissione, si è concluso che crimini di guerra sono stati commessi in Ucraina”, ha dichiarato Erik Mose, presidente della commissione stessa, senza specificare quale delle parti abbia commesso i crimini. Gli esperti si sono concentrati finora su quattro regioni, cioè Kyiv, Chernihiv, Kharkiv e Sumy. Gli investigatori hanno visitato 27 città e insediamenti, nonché tombe e centri di detenzione e tortura; hanno intervistato più di 150 vittime e testimoni; e hanno incontrato gruppi di difesa e funzionari del governo, riferisce ancora Mose. Il workforce ha esaminato due episodi di maltrattamento contro soldati russi da parte delle forze ucraine; e Mose riferisce anche che è stato riscontrato che un numero imprecisato di soldati russi ha commesso violenza sessuale o di genere, con vittime di età compresa tra 4 e 82 anni.

Lukashenko: nessuna mobilitazione in Bielorussia

“Non ci sarà la mobilitazione in Bielorussia”. Lo ha detto il presidente Alenxander Lukashenko. “Questa mobilitazione è in Russia. Il fatto è che l’Occidente sta cercando di immaginare cosa stiamo facendo. Non ci sarà una mobilitazione. E’ una bugia”, ha detto secondo l’agenzia bielorussa Belta, ripresa dalla Tass.

(reuters)

Ucraina, in 7 mesi di guerra distrutti 270 siti religiosi

Dal 24 febbraio al 20 settembre 2022, almeno 270 siti religiosi in 14 regioni dell’Ucraina sono stati completamente o in parte distrutti dall’attacco della Federazione Russa: chiese, moschee, sinagoghe, edifici scolastici e amministrativi delle comunità religiose ucraine. Lo riferisce l’agenzia Risu sulla base di un monitoraggio condotto dal Servizio statale dell’Ucraina per gli affari etnici e la libertà di coscienza (Dess) in collaborazione con il Laboratorio per gli Studi accademici di Religione. Nel dettaglio, cinque dei 270 siti danneggiati dall’attacco russo sono musulmani, cinque ebrei, gli altri 260 cristiani. Trenta dei siti colpiti appartengono a varie comunità protestanti, 21 alla Chiesa ortodossa ucraina, quattro alla Chiesa cattolica romana, tre alla Chiesa greco-cattolica e 66 ai Testimoni di Geova. Il 52% (136 siti) di tutti i 260 siti cristiani che sono stati completamente o parzialmente distrutti dall’attacco russo appartengono alla Chiesa ortodossa ucraina. Il maggior numero di siti religiosi danneggiati si trova nelle regioni di Donetsk (67) e Luhansk (58), seguite dalle regioni di Kiev (43) e Kharkiv (35).

Kirill esorta fedeli advert arruolarsi: se muori sarai con Dio

“Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”. Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta.

(ansa)

Gentiloni: sostegno Ue vitale, no deviazioni

“La nostra assistenza finanziaria e il nostro sostegno militare stanno aiutando l’Ucraina a mantenere funzionante lo Stato, mentre le forze armate cambiano la direzione della guerra: mantenere questa unità nei prossimi mesi, evitando ogni deviazione, è vitale per il nostro futuro. In Italia e nell’Ue”. Lo sottolinea il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, intervenendo a Roma advert un seminario sul futuro dell’Ue. “Le sanzioni stanno costantemente erodendo l’economia russa e minando la macchina da guerra russa”, ricorda.

(ansa)

Fedorov: ignorate referendum, non andate ai seggi, non aprite la porta

“Non aprite la porta agli agitatori, non andate ai seggi, ignorate completamente l’interno processo”. Così Ivan Fedorov, il sindaco eletto di Melitopol, sostituito dai russi dopo la conquista della città e dopo averlo tenuto in ostaggio per diversi giorni lo scorso marzo, rivolge “un appello ai residenti dei territori occupati a non partecipare in nessun modo agli pseudo referendum”. “La partecipazione è un sostegno al piano sanguinoso di escalation della guerra in Ucraina – aggiunge su Telegram – è diventare volontariamente parte di una società chiusa, totalitaria, assumersi parte della responsabilità dei crimini di guerra, accettare la mobilitazione di uomini tra i 16 ed i 55 anni per rifornire di carne da cannone l’esercito russo”.

Ucraina, ex prigioniero britannico: Abramovich ha avuto ruolo chiave in rilascio

L’ex proprietario del Chelsea Soccer Membership Roman Abramovich ha avuto “un ruolo chiave” nell’operazione che ha portato al rilascio dei cinque cittadini britannici prigionieri in Russia. Lo ha detto in un’intervista con The Solar John Harding, uno dei cinque prigionieri, che ha avuto un colloquio con l’assistente di Abramovich mentre Shaun Pinner, anche lui rilasciato, gli ha parlato direttamente. “Shaun ha parlato a lungo con lui del calcio e io stavo parlando con il suo assistente”, ha detto Harding a The Solar. “Roman ha avuto un ruolo fondamentale nel riportarci indietro. E’ straordinario pensare che fosse coinvolto”, ha aggiunto. “E’ molto rispettato dagli ucraini e anche da noi ora. Ha fatto moltissimo per noi e non potremmo ringraziarlo abbastanza”, ha dichiarato.

Kuleba: da Wang rispetto per integrità territoriale e no all’uso della forza

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha incontrato il capo della diplomazia cinese Wang Yi per discutere delle relazioni tra Ucraina e Cina. Lo ha annunciato lo stesso Kuleba su Twitter spiegando che “il mio omologo ha riaffermato il rispetto della Cina per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, nonché il suo rifiuto all’uso della forza come mezzo per risolvere le divergenze”.

 

Ucraina, 391 bambini uccisi dall’inizio della guerra

Dall’inizio dell’invasione russa, 391 bambini ucraini sono rimasti uccisi e 771 sono stati feriti, secondo i dati aggiornati della procura generale di Kiev. Lo riporta Ukrinform.
I dati non sono definitivi, poiché le informazioni provenienti dalle aree dell’Ucraina dove le ostilità sono in corso e dai territori  occupati non sono full. La maggior parte dei bambini sono stati colpiti nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Kiev e Mykolaiv.

Berlusconi: posizione di FI su Ucraina chiara, sempre con Ue e Nato

“Bastava vedere tutta l’intervista, non solo una frase estrapolata, eccessivamente semplificata, per capire quale sia il mio pensiero, che è noto da tempo.
L’aggressione all’Ucraina è ingiustificabile e inaccettabile, la posizione di Forza Italia è chiara: saremo sempre con l’Ue e con la Nato”. Lo scrive su twitter Silvio Berlusconi.

Bombe russe su Kharkiv, un morto e due bimbi feriti

Bombardamenti russi nella regione orientale di Kharkiv sulle cittadine diacenti alla linea di contatto e al confine con la Federazione Russa: “ci sono vittime e  feriti, compresi  bambini”. Ha scritto su telegram il governatore Oleh Synyehubov. “Tre persone sono rimaste ferite a Kupyansk, tra cui due bambini di sette anni,  mentre un uomo di 51 anni è stato ucciso. Altri due civili sono rimasti feriti nell’esplosione di mine”, ha aggiunto.

Podolyak: nessun referendum legale in atto, ma zone da liberare

“Oggi non esiste alcuna azione legale chiamata ‘referendum’ nei territori occupati. C’è solo uno spettacolo di propaganda per la coscrizione Z. E il territorio dell’Ucraina che necessita di essere immediatamente liberato”. Lo ha scritto su Twitter Mykhailo Podolyak, consigliere del capo dell’ufficio del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, a proposito dei “referendum” iniziati oggi sotto il controllo russo a Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia.

Putin chiama Salman Al Saud: soddisfazzione per lo scambio di prigionieri

Telefonata tra il presidente russo Vladimir Putin e il principe saudita Mohammed bin Salman Al Saud: “le parti hanno espresso soddisfazione per la consegna dei prigionieri stranieri alla parte saudita attraverso la mediazione personale del principe ereditario”,  ha dichiarato il servizio stampa del Cremlino, riportato da Interfax. La telefonata si è svolta su iniziativa dell’Arabia Saudita.

Pedro Sanchez: referendum fasulli, loro risultato non sarà mai riconosciuto

“Questi referendum fasulli” per l’annessione delle zone occupate dell’Ucraina alla Russia “costituiscono un’ulteriore violazione del diritto internazionale. Il loro risultato non sarà mai riconosciuto”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez nel suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu. La guerra in Ucraina ha fatto tremare “le fondamenta dell’Onu come raramente è successo prima”, dopo sei mesi “l’orrore” dell’invasione russa è ancora presente e ha portato l’umanità a “tempi che pensavamo fossero superati”, ha aggiunto il chief, che però ha invitato a non perdere la speranza nell’Onu e nella comunità internazionale, capace di superare ogni avversità.

(ansa)

Sindaco Mosca promette compenso aggiuntivo per cittadini mobilitati

I moscoviti che saranno mobilitati in Ucraina riceveranno un compenso aggiuntivo per la mobilitazione parziale annunciata da Putin. Lo ha promesso il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin annunciando un bonus mensile regionale di 50.000 rubli (808 dollari) oltre agli stipendi come militari. In caso di grave infortunio, ha aggiunto, verrà pagato un premio aggiuntivo di un milione di rubli, mentre se l’infortunio è lieve riceveranno 500mila rubli. Le autorità di Mosca pagheranno 3 milioni di rubli alle famiglie delle persone che perderanno la vita in Ucraina.

Mosca: referendum sono conformi a Carta Nazioni Unite
 

I referendum nelle (autoproclamate) Repubbliche popolari di Donetsk (Rpd) e Lugansk (Rpl) e nei territori liberati per entrare a far parte della Russia sono conformi alle norme internazionali e alla Carta delle Nazioni Unite: ha dichiarato la presidente del Consiglio della Federazione russa Valentina Matviyenko ai giornalisti. Lo riferisce la Tass. “Sono certa che i referendum si svolgeranno in modo story che nessuno avrà motivo di mettere in dubbio la legittimità. L’espressione della volontà avviene in conformità alle norme internazionali e alla Carta delle Nazioni Unite. I residenti della Rpd, della Rpl e degli altri territori liberati hanno questo diritto, un diritto legale. E nella situazione attuale è il diritto alla vita”, ha affermato Matviyenko.

Potente esplosione nel centro di Melitopol occupata

Potente esplosione a Melitopol, nella regione di Zaporizhzhia, occupata dai russi . Lo ha annunciato il sindaco ucraino in esilio Ivan Fedorov citato da Unian. La notizia dell’esplosione è stata confermata anche dalle agenzie russe. “Il terrore degli occupanti sta aumentando. Alle 7 del mattino, a Melitopol è risuonata una forte esplosione, che è stata ben sentita dai residenti nel centro della città. Le persone hanno paura di lasciare le loro case. Il primo giorno del voto dello pseudo-referendum, gli occupanti hanno bisogno che tutti stiano tranquilli seduti a casa”, ha affermato il sindaco.

Ucraina, intensi bombardamenti russi su regione Dnipro

Le truppe russe hanno bombardato la regione orientale di Dnipropetrovsk con missili Grad, due civili sono morti, nove sono stati feriti: lo riferisce il capo dell’amministrazione militare regionale Valentyn Reznichenko, citato da Ukrinform. “I russi hanno nuovamente aperto il fuoco sul distretto di Nikopol. Al mattino hanno colpito anche Marhanets con i sistemi missilistici a lancio multiplo Grad (Mlrs) e con l’artiglieria pesante. Circa 30 proiettili sono stati sparati contro insediamenti civili. A Marhanets sono stati uccisi due civili, un uomo e una donna. Secondo i dati preliminari, altre nove persone sono rimaste ferite”, ha detto Reznichenko. A causa dell’attacco 2.200 famiglie sono rimaste senza elettricità.

Kiev, gruppi armati costringono a votare per referendum

Gruppi “armati russi” stano costringendo i residenti “delle zone occupate  per costringere le persone a votare al cosiddetto referendum”. É quanto rende noto il sindaco di Lugansk, Sergey Haidai, in un publish su Telegram, secondo quanto riporta il Guardian. “Gli occupanti stanno impedendo alle persone di lasciare la città tra il 23 e il 27 settembre”, afferma Haidai.

 

Russi in fuga da mobilitazione, code al confine con Georgia. Traffico rallentato anche al confine con la Finlandia

Lunghe code si sono formate al confine tra Russia e Georgia. La Bbc mostra le immagini di file interminabili di auto con a bordo soprattutto uomini russi che stanno tentando di lasciare il Paese per evitare l’arruolamento forzato per la guerra in Ucraina.
Il Cremlino afferma che le notizie sulla fuga di uomini in età da coscrizione sono esagerate, ma alcuni testimoni hanno stimato che la coda di auto al checkpoint di Higher Lars fosse lunga circa 5 chilometri, mentre un altro gruppo ha affermato che ci sono volute sette ore per attraversare il confine.
Un aumento del traffico si è registrato nella notte anche al confine con la Finlandia, che condivide un confine di 1.300 chilometri con la Russia ma richiede un visto per l’ingresso.

Al through referendum annessione in regioni occupate

 Nelle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia – sotto il controllo parziale o totale delle forze di Mosca – sono iniziati i “referendum” sull’annessione di tali territori alla Federazione Russa. Si concluderanno il 27 settembre. Gli alleati occidentali di Kiev hanno già chiarito che non accetteranno mai il risultato. Critica anche Pechino, che ha chiesto il rispetto del principio dell’integrità territoriale degli Stati.
Le autorità filo-russe insediate in questi territori e Mosca hanno comunque promesso di andare avanti

Oggi a Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia i referendum sull’annessione

Le province di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, occupate dai russi e che rappresentano circa il 15 per cento del territorio dell’Ucraina, si preparano oggi a tenere referendum per l’adesione alla Russia. Le urne resteranno aperte fino al 27 settembre. L’Ucraina e i suoi alleati della comunità internazionale hanno già parlato di referendum farsa chiarendo che non verranno riconosciuti sul piano legale e politico.

 

Ungheria: non c’è motivo per ulteriori sanzioni alla Russia

L’Ungheria non vede alcun motivo per perseguire l’adozione di un nuovo pacchetto di sanzioni anti-russe, ha affermato il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto dopo i colloqui con il suo omologo russo Sergey Lavrov all’Onu. “La nostra posizione è cristallina – ha detto alla Tass -. Non vediamo alcun motivo razionale per optare per un altro pacchetto di sanzioni, soprattutto quando si tratta di energia. L’energia è una chiara linea rossa per noi. Non siamo pronti a costringere il popolo ungherese a pagare il prezzo di una guerra di cui non è assolutamente responsabile”. “Certo, se ci fosse una bozza avanzata, parteciperemmo alla discussione, ma non daremo il nostro consenso a tutto ciò che è contrario al nostro interesse nazionale”, ha aggiunto il ministro.

 

Pentagono: le minacce di Putin non fermeranno i nostri aiuti a Kiev

La minaccia del presidente russo Vladimir Putin di usare armi nucleari non fermerà l’aiuto degli Usa all’Ucraina. Lo ha sottolineato il portavoce del Pentagono, Patrick Ryder. “Riguardo advert affermazioni o annunci venuti dalla Russia – ha sottolineato – non influiscono sull’impegno (americano) di continuare a lavorare strettamente con companion internazionali e alleati per fornire all’Ucraina il sostegno di cui ha bisogno nella sua lotta per difendere il Paese” da Mosca.

Russia: referendum annessione, aperte le urne in Kamchatka

Aperti nella Kamchatka, nell’estremo oriente russo, i primi seggi elettorali per l’annessione alla Russia dei territori occupati in Ucraina. Lo ha annunciato la Tass precisando che in quest’space si trovano numerosi sfollati dalle repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk e delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, in Ucraina. “Quattro seggi elettorali sono stati aperti presso i rifugi temporanei per gli sfollati e resteranno aperti fino al 27 settembre”, ha detto la commissione elettorale della Kamchatka. Il 27 settembre apriranno i seggi elettorali nella vicina regione di Chukotka, dove si trovano circa 160 sfollati. Circa 60 di questi – secondo la Tass – avrebbero dichiarato l’intenzione di ottenere la cittadinanza russa.

Zelensky esorta i russi a protesta contro mobilitazione

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un messaggio video in lingua russa, ha esortato i cittadini russi a “protestare” contro la mobilitazione dei riservisti annunciata dal Cremlino o advert “arrendersi” alle forze di Kiev. “Nei sei mesi di questa guerra sono morti 55 mila soldati russi. Decine di migliaia sono feriti e mutilati”, ha detto Zelensky, “ne volete ancora? No? Allora, protestate! Lottate! Fuggite! O arrendentevi all’esercito ucraino”.

Kiev ai coscritti russi: arrendetevi, non sarete estradati

Appello di Mikhailo Podolyak, uno dei consiglieri del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ai “russi arruolati con la forza che non desiderano morire ignominiosamente in un Paese straniero”. “Arrenditi alla prima opportunità. L’Ucraina garantirà la tua vita e un trattamento dignitoso. Secondo la Convenzione di Ginevra, non sarai estradato in Russia, a meno che tu non lo desideri”, ha scritto su Twitter.

 



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